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La Cannabis è meglio dei comuni medicinali nel trattamento della fibromialgia?

La cannabis terapeutica è molto più efficace nel trattamento della fibromialgia degli altri tre farmaci attualmente approvati dalla Food and Drugs Administration statunitense per il trattamento di questa condizione.

Questa è una delle sorprendenti conclusioni derivanti da un sondaggio online condotto da National Pain Foundation e National Pain Report su un campione di oltre 1300 pazienti fibromialgici.

La FDA ha approvato solo tre farmaci per il trattamento della patologia e molti dei pazienti in cura interpellati li considerano scarsamente efficaci.

La National Institutes of Health stima in 5 milioni il numero di statunitensi che soffrono di fibromialgia, un disordine ancora poco compreso caratterizzato da affaticamento, forti dolori tissutali, depressione e insonnia. Non si conosce ancora una cura e anche il trattamento dei sintomi è difficoltoso.

“La fibromialgia è devastante per chi deve conviverci. C’è molto che ancora non comprendiamo, abbiamo bisogno di soluzioni non convenzionali che cambino il rapporto con questa patologia” dice il dottor Daniel Bennet chirurgo spinale a Denver e presidente della National Pain Foundation.

Molti degli intervistati hanno dichiarato di aver provato tutti e tre i farmaci approvati dalla FDA. “I medicinali disponibili per il trattamento hanno più effetti collaterali negativi che positivi” dice uno degli intervistati.

E anche: “Non ho trovato nulla! Per favore trovate una cura o almeno una medicina che ci tolga il dolore.

Interrogati sulle percentuali di funzionamento del Cymbalta (uno dei tre medicinali) il 60% degli intervistati lo ha trovato inefficace, solo l’8% ne ha tratto giovamento e un 32% lo ha giudicato tiepidamente. Cifre simili per il Lyrica (61% inefficace, 29% di qualche utilità e 10% molto efficace) e il Savella (68%, 22% e 10%).

Circa il 70% degli intervistati hanno dichiarato di non aver ancora provato la cannabis terapeutica –essendo questa illegale in molti stati– ma, tra coloro che l’hanno provata, il giudizio è mediamente migliore rispetto ai medicinali convenzionali.

Il 62% dei giudizi hanno valutato la cannabis come molto efficace nel combattere i sintomi della fibromialgia, il 33% ha notato dei miglioramenti anche se non esaltanti e solo il 5% non ha tratto alcun giovamento dalla cura.

Gli intervistati hanno riportato che anche massaggi, nuoto, agopuntura, rilassanti muscolari e altri trattamenti alternativi hanno aiutato ad alleviare i loro sintomi. Molti hanno dichiarato di assumere oppioidi per combattere il dolore, benché solitamente questi antidolorifici non vengano prescritti per combattere la fibromialgia.

Altri risultati dell’inchiesta sono stati:

  • Il 43% dei pazienti con fibromialgia ritiene che il proprio medico non sia sufficientemente informato sulla patologia.
  • Il 35% crede che il proprio medico non prenda la malattia con la dovuta serietà
  • Il 45% sostiene che neanche familiari e amici prendono la malattia con la dovuta serietà.
  • Circa la metà (49%) riporta che i sintomi della fibromialgia hanno esordito in età relativamente giovanile (18/34 anni).
  • Solo all’11% la malattia è stata diagnosticata nell’arco del primo anno di sintomi.
  • Per il 44% sono stati necessari cinque o più anni prima della diagnosi.

Molti dei pazienti interpellati hanno riferito che la malattia ha finito per sconvolgere le loro vite; lasciandoli socialmente isolati, costantemente affaticati e con dolore cronico.

Si tratta del secondo sondaggio su questo tema svolto dalla NPF 1339 persone si sono offerte per prenderne parte, il 96% delle quali era di sesso femminile.

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