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Come preparare al meglio la tisana di Medical Cannabis

Autore Dr. Marco Ternelli – Farmacista

Latisana alla cannabis, rappresenta una delle vie più note di assunzione di cannabisterapeutica:sono tantissime le possibilità di preparazioneche si leggono su Internet, con acqua ma non solo (latte, oli, eccetera) portando a risultati diversi, sia di effetto che di efficacia.

Recentemente,a seguito di un contestato Decreto che ha reso difficoltosa in Farmacia la preparazione di estratti pronti di cannabis(più semplici, pratici ed efficaci), la tisana è tornata alla ribalta in quantomoltissimi Medici hanno ripresoa prescrivere cartine di cannabis (tra le varietà legali Bedrocan, Bediol, Bedica, Bedrobinol, Bedrolite) da assumere in tisana.

Va detto subito:la tisana alla cannabis, specialmente se realizzata secondo le indicazioni nel Decreto, dal punto di vista qualitativo e quantitativo, è una pessima via di somministrazione della cannabis,soprattutto se si vuolecomparare la quantità/qualità delle sostanze assunte (cannabinoidi, terpeni, ecc…) con la vaporizzazione: nella siffatta tisana, i cannabinoidisono scarsamente decarbossilati e molte sostanze scarsamente estratte.
Il rischio è che il Medico e lo stesso paziente, si convincano che “la cannabis non funziona” o che “la dose è troppo leggera”.

Nel seguente articolo si forniranno alcune metodiche (supportateda analisi scientifiche) con diverse ottimizzazioni per ottenere la miglior estrazione e decarbossilazione possibile nella preparazionedella tisana alla cannabisrealizzata con cannabis di grado farmaceutico(Bedrocan, Bediol, Bedica, Bedrobinol, Bedrolite).

È di fondamentale importanza sottolineare che, quando si parla di tisana alla cannabis, si intende non un infuso, bensì un decotto, ovvero un preparato in cui il principio attivo è aggiunto all’acqua fredda e il composto viene portato ad ebollizione e così mantenuto per il tempo stabilito.

METODICA MINISTERIALE DECRETO 9/11/2015

La Metodica del Ministero dellaSalute nel Decreto9 novembre 2015 prevede con l’uso di acqua per un tempo di 15 minuti. I passaggi sono:

  1. Preparare acqua fredda in rapporto 1000:1 acqua/cannabis (es. per 100mg dicannabis, usare 100ml di acqua)
  2. Versare la dose di cannabis
  3. Portare a ebollizione
  4. Coprire con coperchio
  5. Mantenere l’ebollizione per 15 minuti

IlDecreto non aggiunge altro.Tale metodica èsconsigliataper diversi motivi; innanzitutto i principi attivi della cannabis sono lipofili (solubili in sostanze grasse). L’acqua è quindi un pessimo per quanto riguarda la capacità di solubilizzare ed estrarre i cannabinoidi e, sebbene una parte esca comunque dall’infiorescenza per questioni fisiche di osmosi e rimangasospesain acqua, se la preparazione non vienevelocementebevuta dal momento della preparazione, i cannabinoidi presenti nella tisana con sola acqua tendono ad appiccicarsi sul fondo o ai lati del bicchiere/tazza; di conseguenza il paziente beve… acqua calda.

I tempi di bollitura indicati dal Ministero, inoltre, sono eccessivi rispetto alla quantità di acqua indicata (con il rischio di ritrovarsi un quantitativo infimo di decotto) e, contemporaneamente sono insufficienti per avere la certezza che quantità adeguatediTHC e CBD sianodecarbossilate(cd.“Attivati”). Studi olandesi hanno dimostrato come nellatisana alla cannabis così fatta, il contenuto di THCA sia fino a 5 volte superiore al THC (cioè il THC è1/5 rispetto al THCA), poiché le temperature raggiunte sono minori rispetto a quelle di fumo, vaporizzazione o cottura in forno. Altrettanto per i tempi a cui la cannabis è sottoposta a queste temperature.

Sono stati eseguiti studi in gascromatografia su campioni non derivatizzati (i risultati sono riportati nella tabella) che dimostrano come l’estrazione in sola acqua sia pessima:

(Nota: essendo riferiti a 100mg di cannabis e 100ml di acqua, i risultati % possono essere letti anche come mg di THC estratti. Ad esempio: 12,82% indica che in 100ml di tisana preparata con 100mg di Bedrocan 22% erano presenti 12,82mg di THC.
Nel caso della Cannabis grezza in cartine, il residuo solido è stato filtrato. Potenziale THC attivato residuo, potrebbe essere rimasto nel materiale vegetale,motivo per cui si sconsiglia fortemente di filtrare il residuo, ma di ingerirlo insieme alla tisana.

Tutto questo si tradurrebbe in unaapparente inefficacia della cannabiso ad un’inutile necessità di incrementare le dosi(con aumento delle spese per il paziente!), in considerazione del fatto che nel decotto preparato dal paziente NON è conoscibile la concentrazione reale di THC e/o CBD e che comunque questa sarebbe (valore medio) 1/5 del totale (es. circa 4mg di THC e circa 20mg di THCA nel Bedrocan oppure 1,5mg di THC e 6mg di THCA nel Bediol).

Molti si domanderannoperché ilMinisterodella SaluteItaliano abbiainserito nel Decreto 9/11/2015 una metodica così “semplificata”per lapreparazione della tisana alla cannabis. Tolti alcuni motivi che si possono immaginare, la risposta potrebbe essere “perché è stato tradotto direttamente dal folderillustrativo distribuito dal Ministero della Salute Olandese”. Effettivamente ilMinistero della Salute Olandese ha prodotto un“foglietto illustrativo” su come preparare la tisana, riportandoi classici 15 minuti.
Quello che il Ministero della Salute Italiano si è dimenticato di considerareè statoil testosuccessivo dove viene riportato (tradotto):

Il tè [tisana alla cannabis, ndr.] non dovrebbe pertanto essere considerato solo come una forma di somministrazione a basso dosaggio di THC (la quale è in verità), ma piuttosto come una medicina diversa, per la presenza di elevate quantità di acidi cannabinoidici [es. THCA e CBDA, ndr.]

METODICA CONSIGLIATA

In considerazione dei problemi espressinell’analisi precedente, la versione consigliatadella tisana alla cannabis è volta ad ottimizzare alcuni punti, in particolare i tempi, che vengono aumentati per permettere una maggiore decarbossilazione. Non c’è rischio di ottenere prodotti di degradazione (es. CBN dal THC) o di perdere terpeni, perché la temperatura massima raggiunta è circa 100°C (oltre non si può andare, dato che l’acqua bolle). Diverso è anche il liquido solvente; poiché i cannabinoidi sono lipofili, si utilizza un solvente in grado discioglierei cannabinoidi, tenendoli stabilmente in soluzione.Non volendo usare oli che sarebbero troppo pesanti e con altri problemi,il liquido migliore è il latte (meglio vaccino, ma anche di soia) in quanto è un’emulsione, cioè una miscela di grasso in acqua, in grado di estrarre sia sostanza grasse che idrofile. Aumenta inoltre la quantità di liquido; rispetto al rapporto 1000:1, si preparala tisana con molto più liquido, sia per compensare le perdite di evaporazione, sia per ottimizzare l’estrazione (liquidi troppo concentrati non riescono ad estrarre tutte le sostanze).

Infine cambia la preparazione della cannabis: è consigliabile infatti triturare finemente la cannabis peraumentarne la superficie di esposizione ovvero le parti di cannabis a contatto con il solvente. Questo favorisce sia la decarbossilazione che l’estrazione. L’operazione può avvenire con una lama, meglio con ungrinder, meglio ancora facendo preparare al Farmacista della polvere micronizzata di cannabis*.

Questa è dunque, laricettaottimizzata e consigliata perla preparazione di una tisana alla cannabis terapeutica:

  1. “Battezzare” un pentolino con il quale si preparerà la tisana alla cannabis, ossia usare sempre quello. Pentolini di dimensioni diversecambiano la superficie di esposizione del liquido, facendolo evaporare più o meno velocemente, alterando (in più o in meno) la quantità finale di tisana residua.
  2. Porre acqua fredda nel contenitore, almeno (almeno!) 250ml di acquaper dosi di cannabisfino a 200mg, 500ml per dosi da 200mg a 400mg, 750mg per dosi da 400mg a 600mg e così via.Quantitativi molto ridottidi cannabis (es. 30mg, 50mg) richiedono comunque l’utilizzo di almeno 250 ml di acqua.
  3. Nel caso si dispongadicannabis grezza in cartine, sminuzzarla con una lama affilata (o, se disponibile, con ungrinder); nel caso si disponga della cannabis micronizzata in capsule apribili per tisana, questo passaggio non è necessario.
  4. Scaldare fino a ebollizione intensa.
  5. Coprire con coperchio e mantenere in bollore per 20 minuti.
  6. Trascorsi 20 minuti, abbassare la fiamma per mantenere un blando bollore, aggiungere almeno 15 grammi di latte intero (o almeno 1,5 grammi di latte in polvere) per ogni 100 mg di cannabis (es. se si sono preparati 200 mg di cannabis, aggiungere almeno 30 grammi di latte intero)
  7. Mantenere l’ebollizione blanda per altri 15 minuti; al termine spegnere e lasciare raffreddare.
  8. NON filtrare le infiorescenze (o la polvere), ma ingerirle insieme alla tisana: questo permette di assimilare anche eventuali sostanze rimaste nella parte vegetale e non perfettamente estratte o decarbossilate durante la decozione;
  9. Dolcificare a piacere (zucchero, aspartame, stevia, ecc…).

È possibile preparare una tisana con solo latte, utilizzando latte freddo sin dall’inizio, senza dover aggiungerne ulteriormente. Il consiglio è comunque di “allungare” il latte con un po’ di acqua: durante l’ebollizione, la parte acquosa del latte tende ad evaporare, lasciando un latte molto “pesante” e grasso che alcuni pazienti possono trovare difficile da digerire. Se si desidera consumare la tisana nell’arco della giornata, inoltre, è possibile conservarla in un thermos di vetro o metallo; per la presenza del latte la stabilità in frigorifero, è stimata ad unmassimo di 5 giorni.

Considerazioni finali:

Come molti avranno capito, il procedimento per la preparazione della tisana è comunque lungo e articolato. Col tempo si può certamente arrivare alla padronanza del metodo, ma i tempi tecnici sono fissi e quindi almeno 40/45 minuti ogni volta sono necessari.Se si considera che la posologia media è di assumere la dose di cannabis (in tisana) 2 o 3 volte al giorno… Si capisce immediatamente comeun farmaco come l’olio di cannabis(il paziente assume le gocce prescritte col contagocce. Punto) sia molto più pratico, sicuro e compliantper ilpaziente (si pensi agli anziani, a chi ha spasmi o coloro che hanno una vita sociale attiva).

*Cos’è lacannabis micronizzata incapsule per tisana? Si tratta di capsule (NON da ingerire)che contengono polvere di cannabisgrezza (raw) insieme ad un eccipiente che ha adsorbito oli e altre sostanze; tali capsule sostituiscono la classica cartina/bustina di cannabis: vanno aperte eil cui contenuto va versato in acqua per farne un decotto esattamente con i passaggi sopra descritti. Vantaggi? Tanti, ma tra tutti il fatto che essendo micronizzata (ossia le parti sono della dimensione inferiore al millimetro), la superficie di esposizione è milioni di volte maggiore rispetto ad un normale “pezzo” di infiorescenza.

Fonte:Farmagalenica.it

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